venerdì 15 dicembre 2017

"Amore oltre lo specchio": poesia di Luca Bagatin

Amore oltre lo specchio.
Poesia di Luca Bagatin
Foto di Antonio Rodríguez
Modella: María José Peón Márquez

Cos'è l'Amore ?
Cos'è la Sensualità ?
Tu, che fumi una sigaretta
distrattamente
guardandoti allo specchio.
Sguardo ribelle.
Spirito libero e fiero.
Questa è la Sensualità.
Io che ti osservo,
sulla soglia.
Rapito dal tuo sguardo
che si fonde
e confonde
nel mio.
I nostri occhi,
ancora una volta,
si compenetrano.
Volute di fumo
salgono nella stanza.
Ci avvolgono
come le mie mani
avvolgono i tuoi lunghi capelli.
E scendono ad accarezzarli
e ad accarezzarti.
Le nostre labbra si uniscono.
A formare l'Amore.
Cos'è l'Amore ?
Cos'è la Sensualità ?
E' il sogno di noi.
E' un sogno avvolto
dalle volute di fumo
che salgono
in una stanza.
E' il sogno di anime ribelli
che si parlano
attraverso sguardi,
carezze,
baci,
amplessi.
Attraverso sguardi riflessi.
Cosa c'è oltre lo specchio ?
Un'anima liberata.
Che cos'è uno sguardo riflesso ?
Uno sguardo che penetra l'anima,
liberandola.
Il mio cuore racchiuso nel tuo.
Il tuo cuore racchiuso nel mio.
Le nostre anime che si uniscono
alle volute di fumo della tua sigaretta
e proseguono il loro cammino,
oltre lo specchio.

Luca Bagatin

domenica 10 dicembre 2017

"Riflessioni socialiste e repubblicane flash" di Luca Bagatin

La tradizione non consiste nel conservare le ceneri, ma nel mantenere viva una fiamma.
(Jean Jaurès)

Non capisco perché un politico guadagni più di un professore.
(Josè Pepe Mujica, ex presidente dell' Uruguay, che si ridusse lo stipendio a meno di 1000 euro mensili).

La frase più sbagliata che possa esistere, ma che ti inculcano sin da bambino è: "Non si fa mai niente per niente".
Questo concetto è alla base della mercificazione delle menti e dei corpi.
Cambiamola in: "Si fa tutto ciò che può essere utile e lo si fa per il puro piacere e dovere di farlo, e questo in favore del prossimo e della comunità intera".
Il lavoro salariato stesso è una forma di schiavitù. Quello autogestito una forma di libertà.

Rispettare le opinioni di tutti sempre.
Provare almeno ad ascoltarle.
Una regola difficile.
Un sentimento direi.
Che pochissimi conoscono.
Allora meglio soprassedere, andarsene con il sorriso piuttosto che perdersi in discussioni inutili con gli intolleranti.

C'è un motivo ben preciso se ho smesso di parlare e scrivere di politica italiana e dei vari partiti e partitini italiani e continuerò a non parlarne o scriverne.
È una totale perdita di tempo.
Le cose serie e importanti, nella vita delle persone, fra sofferenze e amore, fra dolore e gioia, sono altre.
Per cui, personalmente, preferisco dar voce a questi aspetti e parlare di socialismo, quello originario, dei poveri e degli oppressi.

Se oggi molti di noi hanno scelto l'antipolitica è perché la politica si è rivelata inutile, costosa, autoreferenziale e persino dannosa.
Le parole d'ordine dovrebbero essere: autogestione popolare e formazione culturale, intellettuale, spirituale e morale.
Lo dico da una vita, ma ci credo poco, francamente. Perché di sordi è pieno il mondo.

La libertà dei liberaldemocratici è la "libertà da". La "libertà" dalle radici, dai legami, dalle tradizioni, dai sentimenti, dai vincoli economici ed è una falsa idea di libertà, assai lontana dalla "libertà di" dei socialisti, quelli originari, autentici, anticapitalisti e conservatori.
Filosoficamente quello liberale è un sistema che tende a distruggere, non a costruire. Che disaggrega, creando atomi, che alimenta l'ego e l'edonismo e, conseguentemente, la divisione (di classe, di cultura ecc...), passando sopra ad ogni differenza, ad ogni sentimento, ad ogni forma di intimità e di spiritualità.

Per me il Partito Repubblicano storico rimane rappresentato da una eroina e da un eroe rivoluzionari, senza alcuna tessera: Anita e Giuseppe Garibaldi.
Perché gli eroi rivoluzionari non hanno bisogno né di tessere né di voti.
Le loro gesta, la loro vita, è il loro insegnamento.
Ed è un insegnamento d'amore.

Luca Bagatin

venerdì 1 dicembre 2017

Natale 2017 e la perdita del Sacro presso la civiltà occidentale liberal-capitalista. Articolo di Luca Bagatin

Mai come quest'anno sembra si voglia archiaviare, anzitempo, il Natale.
Forse sarà una mia personale percezione, ma ogni anno noto che si tende ad anticipare sempre più tale festività, attraverso addobbi in ogni dove, a cominciare dal posto meno spirituale del mondo: il negozio ed il centro commerciale.
Quest'anno sembra che gli addobbi siano addirittura comparsi i primi di novembre !
Anche il Natale ridotto, dunque e da tempo, a feticcio economico. Così come da tempo è avvenuto per l'amore, la sessualità, l'amicizia e così via. Tutto ridotto a mercificazione, feticcio, virtualità commerciale ed edonistica.
Anche una forma rituale antica, oggi, diviene un simulacro di un sistema totalizzante nel pieno della crisi dei valori, conseguenza proprio di una società del piacere effimero, che ha perduto ogni senso di comunità, di ritualità, di identità e, quindi, di sacralità.
Il Natale è una forma rituale antica il cui significato originario andò perduto già per molti versi con l'avvento del cristianesimo, il quale utilizzò la festività pagana del Sol Invictus ovvero del Dies Natalis Solis Invicti (Giorno Natale del Sole Invincibile), la festività di Yule secondo il calendario celtico e dei Saturnalia secondo quello romano, per decretare - attraverso l'Imperatore Costantino - la nascita di Gesù detto Il Cristo.
Simbolicamente, ad ogni modo, anche la nascita (simbolica ma non storica) del Cristo può indicare la Luce, il Sole che illumina d'amore le coscienze terrene e le invita al dono ed è in questo senso che il Natale può essere celebrato e vissuto. Non certo come la festa del commercio, del consumo, dello spreco.
Il Natale, dunque da tempo, nell'occidente capitalista, liberale e globalizzato, non si celebra. Si subisce attraverso la pubblicità commerciale in ogni dove. L'invito all'acquisto. L'invito alla promozione commerciale. L'invito all'ennesimo sballo consumista che culmuna nel cenone e nel pranzone successivo con profusione di alimenti per tutte le pance e gli stomaci. Tanto poi ci si metterà a dieta, no ? E per finire proseguirà con la fine dell'anno, con tanto di botti che danneggiano tutti e non lasciano null'altro se non qualche arto amputato.
C'è poco di che festeggiare se non la follia dell'uomo moderno nichilista, egocentrico, narcisista, liberal-capitalista, irreligioso e anti-comunitario, che ha sostituito al dono delle antiche civiltà matriarcali il "libero" commercio delle odierne società cosmopolite urbanizzate. Quelle del degrado delle periferie e dei baccanali del centro, che dureranno sino a che non ci si ricorderà della crisi economica, la quale certo non si risolverà con un aumento dei consumi indotti, ma con una inversione di tendenza radicale, con una uscita sistematica dall'attuale sistema capitalista totalizzante e con un ritorno all'antica spiritualità, alla civiltà dell'innocenza e dell'infanzia. Una civiltà che ci faccia tutti tornare un po' bambini, alla ricerca di noi stessi e di quell'armonia che abbiamo perduto divenendo, purtroppo, delle pedine adulte senza coscienza e nelle mani di un sistema economico egoista e disumanizzante.

Luca Bagatin


lunedì 27 novembre 2017

Il Cannocchiale di Luca Bagatin. Riflessioni un po' così.

Osservando, direi che, negli anni, il linguaggio sul web è cambiato, ma in peggio.
Esso è diventato la semplice grancassa di quello televisivo e mediatico.
In TV e nei cosiddetti "social", che di sociale non hanno proprio nulla, si parla di influencer, una sorta di parola anglofana (l'ennesima!) per indicare personaggi del web che, come in TV, sono, con la loro popolarità, in grado di influenzare il pubblico. Siamo ancora allo share, ai dati di ascolto che oggi si misurano in followers e in likes. Puttanate direi. In tutto questo io non mi ci riconosco. Speravo che il web fosse e diventasse qualcosa di diverso: un luogo di aggregazione di intelligenze. Un luogo di e per persone che, scambiandosi libere opinioni e talvolta gesti di simpatia, avessero voglia di incontrarsi, parlarsi, diventare veramente amiche nella realtà. Purtuttavia non è stato così.
Per questo progressivamente ho smesso di scrivere con l'entusiasmo di anni fa e mi sono via via defilato da quasi tutto. Sento di non avere non solo più lo spirito di dieci anni fa, ma mi sento davvero pressoché avulso da questa realtà mediatica e rarefatta, che con un certo anticonformismo ho sempre cercato di contrastare e di deridere.
Ormai le uniche cose che mi interessano di più sono il fare recensioni di libri e di videogames.
Se non chiudo con Facebook, ad esempio, è solo perché qui ogni tanto si incontrano persone intelligenti e simpatiche che, anche se di rado, diventano mie amiche nella vita reale.
Per il resto trovo sia una perdita di tempo e, talvolta, persino di dignità, specialmente se ci si perde in discussioni che, comunque sia, non porteranno a nulla.


Penso che gli innamoramenti siano rari.
Quando due persone dicono di amarsi, quasi mai tendo a crederci. Infatti, spesso, dopo alcuni anni si lasciano.
Ecco, se ci si lascia per me non c'è amore.
L'amore è quando non ci si lascia mai.
Ma chi ha la voglia o il coraggio di non lasciarsi mai di questi tempi ?
Per cui di questi tempi è giusto credere all'amore.
Ma a quello delle fiabe. 


Sconti su tutto, prodotti di tutti i tipi e marche !
La stessa cosa sta accadendo con gli esseri umani, sempre più sessualmente "in vendita" (apparire, non essere)...
L'"amore" che si cambia un giorno sì è uno no.
Questa non è libertà, ma schiavitù e stupidità.
A me questo mondo, che mi faceva cagare già venti anni fa, piace sempre meno. Preferendogli l'auto-isolamento.


L'unica cosa che mi divide profondamente dai comunisti è il loro materialismo, il loro dogmatismo ed il loro razionalismo.
Penso che il socialismo possa svilupparsi solo attraverso la spiritualità, la libertà interiore e l'irrazionalità.
Certo, il socialismo può essere democratico o non democratico, ma certamente il capitalismo non può che essere sempre e comunque profondamente antidemocratico. Ci vorrebbe una filosofia dell'essere. Una filosofia che non può che essere irrazionale e partire dal cuore per arrivare al cuore stesso.

Luca Bagatin

mercoledì 22 novembre 2017

Cuore e Critica...radicale al liberalismo. Riflessioni di Luca Bagatin

In politica preferisco le donne che antepongono il sentimento alla ragione.
Che antepongono l'amore per i popoli alla fredda legge dell'economia e della finanza.
In questo senso amo figure come Anita Garibaldi, Evita Peron, Moana Pozzi e Cristina Kirchner.
Sicuramente non amo figure come Ayn Rand, Emma Bonino o Angela Merkel.

Dopo vent'anni di attività politica ho compreso che votare non serve a nulla (Mark Twain insegna).
Ovvero che l'unico modo per resistere, esistere e lottare è approfondire, leggere, studiare, in solitudine. Ed evitare di perdere tempo con fenomeni mediatici, con notizie che arrivano da tutte le parti, con tifoserie da stadio inutili, perché strumento del Potere per rafforzarsi.


Le cosiddette rivoluzioni liberali dell '800 nei Paesi latini, pensiamo ad esempio al liberalismo dei Libertadores quali José Martì e Simon Bolivar, non hanno nulla a che vedere con la degenerazione del liberalismo del '900, diventata dittatura della merce e del danaro.

Mi sono allontanato completamente dal liberalismo economico, sino a diventarne un nemico, quando ho iniziato a vedere gli effetti negativi delle cosiddette leggi di mercato in particolare sul lavoro e sulle bollette dei servizi pubblici (e che dovrebbero rimanere tali !).
Penso dunque che il liberalismo economico sia un sistema profondamente ingiusto e disgustoso.



Non conosco niente di più tenero di un gatto e, purtroppo, niente di meno tenero di un essere umano.

In Italia noto che c è chi sta con il Venezuela chavista in due modi: da sinistra, equiparando il chavismo alla sinistra classica europea (fighetta, borghese, buonista), oppure da destra ritenendo il chavismo uno dei tanti argini al sedicente Nuovo Ordine Mondiale.
Penso sbaglino entrambi.
Personalmente, essendo da sempre un indipendente, non di destra e non di sinistra, sto semplicemente con il chavismo perché trovo incarni lo spirito dell America Latina arcaica, spirituale, sociale e trovo che incarni allo stesso tempo lo spirito di quel socialismo e repubblicanesimo originario che l'Europa ha perduto e dimenticato da almeno un centinaio di anni, per aprirsi all'egoismo liberale e all'indistinzione mediatica.

Siamo come il sognatore che sogna e vive nel sogno. Ma chi è il sognatore ? (tratto da "Twin Peaks", terza stagione)

lunedì 20 novembre 2017

Lo Straniero Misterioso di Mark Twain, ovvero le avventure del giovane Satana. Articolo di Luca Bagatin del 30 luglio 2008

Mark Twain è uno scrittore ed umorista statunitense da sempre assai sottovalutato e relegato fra gli autori di storie per l'infanzia.
Niente di più errato ! Non a caso tutte le sue opere, comprese le celeberrime "Le avventure di Tom Sawyer", erano dirette agli adulti al fine di farli riflettere sulla loro "anima bambina" che li accompagna sempre e comunque, al di là delle convenzioni "morali".
La "morale", ovvero il "senso morale", è un concetto profondamente detestato da Mark Twain, dissacrante paroliere, il quale illustra al meglio questa sua concezione della vita nei suoi quattro manoscritti rielaborati dalla sua "La storia del giovane Satana" che sarà pubblicata definitivamente con il titolo "44 lo Straniero Misterioso".
Il Nostro inizia ad interessarsi e a giocare con la figura di Satana nei primi del '900 ed elabora appunto quattro storie diverse che hanno per protagonista un govane straniero dai poteri soprannaturali - Satana appunto - il quale funge da "reagente" per mettere in luce tutta la crudeltà, la codardia e la follia degli esseri umani.
Su questo punto Twain ha le idee ben chiare nel momento in cui egli si pone la filosofica domanda di matrice darwinista Che cos'è l'uomo ?, egli risponde candidamente: "L'uomo è un animale inferiore, discende in senso letterale e morale dai primati, è l'unico animale che sia crudele, che infligga il dolore per il solo piacere di farlo".
Posizione radicale quella dell'umorista, purtuttavia delineata con uno stile innocente e quasi bambino nella fiaba de "Lo Straniero Misterioso".
La versione che riassume tutta la trilogia del "giovane Satana", ovvero "44 lo Straniero Misterioso", è ambientata attorno al 1500 in Austria e narra appunto dell'arrivo di 44 (il cui nome completo egli stesso tiene a specificare essere: 44 Nuova Serie 864.962, lasciando i suoi interlocutori esterrefatti di un siffatto nome !) un ragazzo sedicenne, mendicante fragile ed affamato, il quale si presenta nella tipografia del paese a cercare ristoro e un lavoro. Qui riceve tutta la disponibilità da parte del tipografo, il quale gli da da mangiare e lo assume. Purtuttavia 44 riceve anche tutto l'odio da parte degli altri operai e della moglie del tipografo, i quali lo costringono a mangiare per terra il cibo dei cani e lo umiliano in ogni modo, financo picchiandolo.
Il ragazzo sopporta in silenzio, senza piagere né lamentarsi e questo indispettisce ancor di più i suoi antagonisti.
L'unico a provare simpatia per 44 è August, un operaio suo coetaneo, al quale il giovane straniero si offre di mostrare i suoi prodigi.
44 infatti riesce a far apparire dal nulla qualsiasi cosa: cibo, oggetti di valore ecc...e tutti provenienti dal passato e addirittura dal futuro e da Paesi ancora non scoperti nel tardo Medioevo (come l'America) !
Ovviamente, per non indispettire ulteriormente gli altri operai e per evitare di finire sulla forca come previsto dalla Chiesa per gli "eretici" di allora, 44 attribuisce tutto il merito delle sue magie al mago del paese. Il quale in realtà è un profittatore e un imbroglione mangiapane a tradimento del tipografo.
44 non è in pena per i maltrattamenti che subisce, anzi. La cosa lo diverte in quanto gli permette di mostrare ad August tutta la stupidità e crudeltà della "razza umana", come la chiama lui. Una "razza umana" devotissima alla Chiesa e quindi a Padre Adolf, il parroco sempre pronto a scovare streghe ed eretici ovunque. Specie se innocenti !
44 non è altro che Satana, il quale è assai diverso da come ci si aspetterebbe che fosse. Egli è, appunto, un "reagente": attore e protagonista del romanzo che finge di subire le cattiverie altrui per il solo scopo di metterle in luce in un crescendo di umorismo privo del "senso morale" che pervade l'umanità addormentata dal conformismo imperante.
Solo nell'ultimo capitolo il giovane 44 svelerà la sua vera natura e quella di tutto ciò che ci circonda: non esiste nulla in realtà (e sottolinea il fatto che sarebbe pazzesca cotanta cattiveria e follia umana in un “mondo reale”). Esiste solo un pensiero ed il suo amico August, il quale a sua volta non è che "un pensiero nell'eternità vuota d'ogni cosa".
Una conclusione grottesca come è a tratti grottesca è questa meravigliosa fiaba per adulti capace di incantare e di lasciarci a esterrefatti di come Mark Twain sia stato capace di fotografare e di prendere in giro l'intima essenza della “razza umana”.... facendoci così sorridere, ma anche vergognare di noi stessi ! Come è giusto che sia.


Non esiste autore che, come il signor Samuel Clemens in arte Mark Twain, riesca a farmi comprendere la vita e la morte ed a farmele amare nonché a farmi sorridere di esse.
Penso che, se io ed il signor Clemens ci fossimo conosciuti e quindi fossimo stati contemporanei, sarebbe stato assai difficile distinguerci per indole umorale, bizzosa e burlona.
Egli amava fumare molto, portare i baffi ed i capelli lunghi e vestirsi sempre di bianco "per sentirsi pulito in un mondo sporco".
Amo fumare anch'io il sigaro e non solo, portare baffi, barba e capelli lunghi quando il caldo non mi tormenta. E vestirmi sempre con camicie e magliette......rosse "per sentirmi vivo in un mondo non troppo in salute".
Non è difficile rimanere bambini per tutta la vita. Specie quando si è consapevoli che un giorno dovremo morire e per questo ricordarci di lasciare ai posteri un ricordo di noi stessi non troppo avizzito dal tempo.

Luca Bagatin