martedì 23 maggio 2017

Un vaccino contro l'odio !

Il vaccino di cui il mondo avrebbe bisogno è quello contro l'odio.
(Luca Bagatin)





Ogni lavoro che prevede un compenso è, metaforicamente, una forma di prostituzione.
Per liberarsi dalla prostituzione, nel senso più ampio del termine, occorre una economia fondata sul dono, libera dall'interesse e dalla schiavitù del salario.

Una economia fondata sull'amore fra le genti.
(Luca Bagatin)

lunedì 22 maggio 2017

Brevi riflessioni di Luca Bagatin sul Socialismo autogestionario e non solo (con riflessione finale di Pier Paolo Pasolini)

Il Socialismo o è autogestionario o non è. O è volto alla democrazia diretta e all'autodeterminazione dei popoli o non è.
Spesso, purtroppo, nella Storia si è voluto confondere il socialismo con il comunismo (che è statalismo), con il fascismo (che è corporativismo) o con il liberalismo (che è individialismo).
Il Socialismo, che non è nè di destra nè di sinistra, non può essere nè statalista, nè corporativo, nè individualista.
È populista e dunque democratico (si veda in proposito l'articolo http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/03/il-populismo-e-politica-dal-basso-cosi.html).

(Luca Bagatin)

O i poveri diventeranno protagonisti dell'agenda politica, sociale, umana (come dice anche Papa Francesco), oppure diventeranno purtroppo, presto o tardi, degli antagonisti (come sta avvenendo in Grecia).
(Luca Bagatin)

Quando manca il rispetto manca tutto.
E il rispetto manca spesso.
Viviamo nel nulla.

(Luca Bagatin) 



venerdì 19 maggio 2017

Amore è libertà. Articolo di Luca Bagatin


Non capisco questa ideologia, tutta occidentale, del volere a tutti i costi che i giovani si facciano la loro vita lontani dai genitori.
La popolazione invecchia e i figli che dovrebbero fare ? Abbandonare i genitori per farsi i fatti loro, perché così vuole l'ideologia individualista e liberal fighetta senza amore per il prossimo ?
Sciocchezze !
Le famiglie si disgregano ed a soffrire sono sempre tutti. I figli in particolare, ma non solo. A soffrire sono anche i genitori abbandonati.
E per famiglie intendo tutte le persone che convivono e si amano. Indipendentemente dal sesso o dall'orientamento sessuale. Perché il sesso o l'orientamento sessuale contano poco: ciò che conta è l'amore. Eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali...poco importa: ciò che conta è la profondità e la stabilità dei legami d'amore.
I rapporti sociali, sentimentali, sessuali, in quest'epoca capitalistico-globalista - che ritiene che essere liberi significhi semplicemente fare ciò che ci pare e godere illimitatamente (sic !) - sono sempre più fluidi e hanno sempre meno radici profonde. Il vero dramma è questo, non certo il fatto che un figlio non voglia andarsene di casa. Anzi. Con quali prospettive economiche, poi, in quest'epoca che sfrutta sempre di più il prossimo e richiede - quando le richiede - mansioni a bassissima qualificazione professionale, così da sfruttare ancor di più la manodopera a basso costo ?
Figli, rimanete a casa con i vostri cari sino a che potete goderveli in vita. Perché loro sono il vostro bene/amore più prezioso e da loro avete tutto da imparare. E voi, genitori, siate orgogliosi dei vostri figli, così come lo siete e lo sarete sempre. Non siate oppressivi, lasciate i figli liberi di pensare con la propria testa. Insegnate in particolare loro il senso di responsabilità e del dovere nei confronti di tutte le persone e di tutti gli esseri viventi, perché tutti su questa terra - animali compresi - siamo fratelli.
Fidanzate, fidanzati, mogli, mariti, persone che amate: amatevi stabilmente. Oppure fatevi un esame di coscienza e cercate di capire che cos'è l'amore. Vivetelo nella vostra interiorità.
Perché l'unica libertà possibile ed alla quale anelare è il raggiungimento dell'amore e la morte dell'ego e del piacere effimero.

Luca Bagatin


Abbonatevi alla rivista Rébellion ! Aderite all'OSRE !

"Rébellion" e l'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea: il Socialismo è tornato ed ha i colori della Francia e dell'Europa Rivoluzionarie

Articolo di Luca Bagatin del 22 agosto 2016


Il cosiddeto “socialismo europeo” sembra essere morto da tempo, avendo i suoi sedicenti esponenti abbracciato il capitalismo assoluto, così come ci ricordano i filosofi anticapitalisti Alain De Benoist e Jean-Claude Michéa nei loro numerosi interventi e saggi, molti dei quali abbiamo anche spesso recensito.
Stiamo parlando dello pseudo socialismo degli Hollande e degli eredi di Zapatero; quello dei Blair e degli Schultz, passando per Matteino Renzi ed il centrosinistro PD.
Costoro, lungi dall'essere socialisti, bensì difensori del progressismo e dell'illuminismo borghese cosmopolita ed indifferenzialista, ovvero del capitalismo, sono infatti i difensori delle politiche imposte dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Centrale Europea; delle privatizzazioni selvagge; del precariato lavorativo (vedi i vari “Jobs Act” e “Loi Travail”); sono i difensori del rafforzamento delle élite economiche e della conseguente perdita della sovranità nazionale delle comunità e dei cittadini che le compongono; sono i difensori dell'apertura indiscriminata delle frontiere e del conseguente sfruttamento della manodopera a basso costo; del rafforzamento delle istituzioni europee a discapito delle identità e delle diversità nazionali e dei rispettivi popoli e, non ultimo, sono i difensori della permanenza nel territorio europeo delle basi militari statunitensi e di quel Patto Atlantico giustamente criticato dal Generale Charles De Gaulle in nome della sovranità e dell'indipendenza economica e militare dell'Europa.
Ecco dunque che, in contrapposizione a lorsignori della “sinistra del Capitale” (“gauche du Capital” o “gauche au caviar”), si affaccia in Europa e nella fattispecie nell'avanguardista Francia l'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE), sorta nel 2009 grazie al contributo dei redattori della rivista “Rébellion”, fondata a Tolosa nel 2003 ed animata principalmente da Louis Alexandre, Olivier Gnutti e Jean Galié.
Un'Organizzazione che, per la prima volta, andando oltre le contrappositioni borghesi Destra/Sinistra, riprende in mano gli ideali della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 ed è erede del socialismo francese nelle sue diversità, ovvero quello di Proudhon, Pierre Leroux, Sorel, Blanqui e della Comune di Parigi e del Nazionalbolscevismo di Niekish. Un socialismo rivoluzionario che, come recita la descrizione presente nel sito ufficiale (scaricabile al link: http://rebellion-sre.fr/osre/) sia rispettoso delle identità di ciascun popolo; rigetti il burocraticismo statalista e sostenga, invece, la democrazia partecipativa all'interno di uno Stato di tipo federalista.
In questo senso l'OSRE si batte contro l'Europa tecnocratica di Bruxelles, che è semplicemente una forma di “parodia della sovranità” ed è agli antipodi di ogni tipo di principio di sussidiarietà e di democrazia sociale.
Scopo principale dell'OSRE è costituire una piattaforma anticapitalista e di critica alla società mercificata e mercantile che compra e vende ogni cosa – persino l'”amore” (sic !) attraverso i più svariati siti d'incontri online (sic !) - schiavizzando così i popoli ed i lavoratori.
Popoli e lavoratori che devono assolutamente riappropriarsi della loro sovranità nazionale, politica, sociale, ovvero di tutti quegli aspetti che la globalizzazione ha loro tolto negli ultimi decenni. In questo senso l'OSRE si propone quale interprete di una società che proponga a ciascuno di vivere dignitosamente, mettendo fine al profitto ed all'interesse egoistico ed individualistico.
L'OSRE – come peraltro indicato nel suo manifesto programmatico scaricabile al link http://rebellion-sre.fr/osre/manifeste/, propone la trasformazione delle forme di proprietà attraverso l'autogestione delle imprese da parte dei lavoratori medesimi e la trasformazione delle forme di produzione e di lavoro liberando i lavoratori dalla schiavitù del salario e proteggendo l'ambiente, inteso sia come luogo di lavoro che come ecosistema nel quale i cittadini si trovano a vivere.
In questo senso i rappresentanti dell'OSRE ritengono prioritarie forme di nazionalizzazione e contestuale socializzazione di tutti i settori industriali e finanziari del Paese, rivalorizzando così il sistema dei servizi pubblici alla comunità a cominciare dalla sanità e dal sistema scolastico.
L'OSRE, come dicevamo, si propone di restituire il potere al popolo, che è appunto il fondamento della democrazia in generale e della democrazia partecipativa in particolare. Nel Manifesto programmatico si esplica infatti chiaramente che l'obiettivo dell'OSRE è una democrazia partecipativa di tipo federalista, fondata su comitati ed assemblee popolari, dando particolare importanza ai Comuni ed ai consigli di fabbrica, permettendo così ai lavoratori di creare delle libere associazioni di produttori.
L'OSRE non ha un programma politico definitivo, bensì l'Organizzazione e la sua rivista “Rébellion” sono un luogo di discussione aperto a militanti e simpatizzanti di ogni età e nazionalità ed è possibile abbonarsi anche dall'Italia (cosa che ho personalmente fatto, aderendo anche all'OSRE) ad un prezzo davvero simbolico, seguendo le indicazioni al link: http://rebellion-sre.fr/boutique/abonnement-a-rebellion-6-numeros-2/

Louis Alexandre e Jean Galié hanno peraltro pubblicato un saggio - con prefazione di Alain De Benoist - dall'emblematico titolo “Rébellion, l'Alternative Socialiste Révolutionnaire Européenne” (Ribellione, l'Alternativa Socialista Rivoluzionaria Europea) nel quale è spiegata la prospettiva programmatico-ideale dell'OSRE e del Socialismo Rivoluzionazio europeo. Il saggio è acquistabile in formato e-book al link: http://alexipharmaque.eu/ebook/rebellion-l-alternative-socialiste-revolutionnaire-europeenne-de-louis-alexandre-et-jean-galie.
Il Socialismo è quindi tornato ed ha i colori della Francia e dell'Europa Rivoluzionarie !

Luca Bagatin

mercoledì 17 maggio 2017

Il popolo contro le élite (di destra e sinistra). Articolo di Luca Bagatin

Emmanuel Macron, nuovo Presidente di Francia, nomina come Primo Ministro Edouard Philippe, già ex socialista sino al 2002 e successivamente gollista.
La mossa di Macron, l'uomo dei poteri forti, è vista da molti osservatori come una conferma del carattere "nè di destra nè di sinistra" del leader di "En Marche !", quando invece si tratta esattamente dell'opposto, ovvero di una mossa "e di destra e di sinistra", ovvero di unità fra le due componenti e ciò in linea con quando avviene da tempo in tutti i Paesi che hanno abbracciato la linea liberal-capitalista, ovvero oligarchica ed elitaria a spese dei popoli e dei poveri.
E' del resto la stessa versione di quanto avvenuto da tempo in Italia, ove di fatto centrodestra e centrosinistra hanno sempre finto di combattersi, ma in realtà hanno spesso stretto accordi al punto che non stupisce che da tempo al governo ci sia una stretta alleanza fra il Partito Democratico e le forze del cosiddetto "nuovo centrodestra" e che spesso le posizioni di Renzi siano e siano state sovrapponibili a quelle di Berlusconi.
E' la medesima versione di quanto avviene da tempo in Germania, ove la CDU di centrodestra governa con la SPD di sinistra.
E' la medesima versione di quanto avvenuto in Spagna ove governa il centrodestra anche in quanto il PSOE, pur non votando in favore del governo del Popolare Rajoy, si è astenuto e di fatto ne ha permesso la nomina.
E' la medesima versione di quanto avviene da sempre negli Stati Uniti d'America, ove i due partiti maggiori sono di fatto speculari, al punto che Trump - per quanto avesse promesso in campagna elettorale cose diverse - segue la stessa politica bellicosa dei suoi predecessori Democratici (e del resto fu Democratico egli stesso in tempi non sospetti).
E' la medesima versione di quanto avvenne in alcuni Paesi dell'America Latina, pensiamo al Venezuela ove i corrotti partiti di centrodestra (COPEI) e di centrosinistra (Accion Democratica) si spartirono il potere per anni, sino all'avvento del socialista autentico Hugo Chavez che ne sconvolse i piani, dando vita a diversi governi di rinnovamento sociale ed economico.
E lo stesso Venezuela socialista, oggi, è minacciato dai tentativi di golpe operati dalla MUD, ovvero dalla coalizione di forze di centrodestra e di centrosinistra anti-socialiste, anti-bolivariane e anti-chaviste.
Ecco che possiamo notare come in realtà, lungi dall'essere superate, le forze di destra (oligarchia ricca) e di sinistra (borghesia, classe medio alta progressista) sono vive più che mai e unite nell'opporsi ancora una volta alla volontà di riscatto dei popoli e dei poveri, che richiedono politiche sociali e di rinnovata sovranità nazionale e non a caso si rivolgono a partiti e movimenti populisti nel senso positivo del termine (ricordiamo che il termine populista deriva dall'omonimo movimento politico ed intellettuale russo sorto alla metà del XIX secolo a tutela e per l'emancipazione dei contadini e dei servi della gleba sulla base di un programma socialista e comunitario. Ispiratosi al populismo russo sorgerà, sul finire dell'800, negli Stati Uniti d'America, il Populist Party, ovvero il Partito del Popolo, a rappresentanza delle classi contadine, operaie e meno abbienti, che proponeva la nazionalizzazione dei mezzi di comunicazione, l'elezione popolare diretta ed era in generale ostile alle élite ed al sistema bancario), come peraltro già scrivemmo in altri articoli, uno in particolare: http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/03/il-populismo-e-politica-dal-basso-cosi.html).
Il connubio fra destra e sinistra, del resto, è una realtà storicamente già esistita nel passato, così come ricorda il filosofo Jean-Claude Michéa nel suo saggio "I misteri della sinistra" (http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/02/il-socialismo-non-e-di-sinistra-parola.html) e proprio il connubio fra la sinistra progressista ed i liberali alla Adam Smith ha fatto perdere al socialismo originario - che non era nè di destra nè di sinistra - ogni autentico connotato emancipatorio e le classi meno abbienti si sono via via rifugiate verso l'ala della destra più conservatrice e tradizionalista.
Occorre dunque tornare ai propositi della Prima Internazionale dei Lavoratori, ovvero ad una sinergia moderna fra intelligenze socialiste autogestionarie e rivoluzionarie, mazziniane, garibaldine, anarchiche, al fine di recuperare il contatto con i popoli ed i poveri che, in una democrazia partecipativa, diretta e compiuta, dovrebbero essere il motore pulsante dell'attività di governo (il Presidente argentino Juan Domingo Peron, non a caso, sosteneva che il politico dovesse fare esattamente ciò che il popolo chiedeva).
Il filosofo Jean-Claude Michéa rileva peraltro e infatti come, da tempo, a livello mondiale, stiano nascendo diversi movimenti critici nei confronti del capitalismo e tendenti a superarlo quali: il “Movimento dei cittadini” in Corea del Sud, gli “Indignati” in Europa (vedi il partito spagnolo Podemos, in particolare), il “Movimento del 99%” negli USA e, da tempo, l'America Latina è un laboratorio di movimenti per il superamento del capitalismo, i quali, negli ultimi quindici anni, hanno anche dato ottima prova di governo, come ad esempio il Bolivarismo, il Neo-Peronismo, il Sandinismo, che fanno peraltro riferimento a precise figure storiche e carismatiche dell'America del Sud.
Anche in Europa, non a caso, sempre più elettori si rivolgono a movimenti di matrice sovrana e sociale quali il già citato Podemos spagnolo, il Front National francese (che di fatto ha un programma socialista e gollista originario e affatto di destra o estrema destra), la France Insoumise di Mélenchon e in Italia persino i Cinque Stelle, anche se solo in parte, sembrano orientarsi verso una visione bolivariana, sociale e sovrana della politica (vedasi taluni elogi di Grillo alla politica sociale ed economica di alcuni Paesi del Socialismo del XXI secolo latinoamericani ed il tentativo, seppur maldestro, di teorizzare una politica dal basso).
Così come ha rilevato il filosofo Alain De Benoist più volte (http://blog.ilgiornale.it/scarabelli/2017/04/03/alain-de-benoist-il-populismo-oltre-destra-e-sinistra/), quello che viviamo sembra dunque profilarsi quale il momento populista, ovvero la crisi dell'ideologia liberal-capitalista (ormai percepita come totalitaria e totalizzante) e la crisi della democrazia cosiddetta rappresentativa (laddove i cittadini, che non si riconoscono più negli speculari partiti della destra e della sinistra, vorrebbero sempre più avere la possiblità di auto-rappresentarsi e di qui la richiesta di una democrazia sempre più diretta, partecipativa e referendaria).
Mentre, dunque, a livello parlamentare e di governo i rappresentanti della destra e della sinistra cercano di unirsi per innalzare un muro in difesa delle élite economiche e finanziarie seguitando a promuovere politiche di crescita economca illimitata, a perpetrare politiche di deregolamentazione dei mercati, precarieggianti, cosmopolitico-immigrazioniste e di sfruttamento della manodopera a basso costo e ciò attraverso privatizzazioni selvagge; austerità; flessibilità del lavoro attraverso i vari Jobs Act e Loi Travail; rafforzamento delle élite e conseguente perdita di sovranità popolare; apertura indiscriminata delle frontiere e conseguente sfruttamento della manodopera straniera a basso costo; rafforzamento delle istituzioni europee a scapito delle diversità di ogni nazione e dei rispettivi popoli; politica estera invasiva nei confronti di Stati sovrani – che peraltro ha favorito il terrorismo internazionale come nel caso libico (ciò vale in particolare per la Gran Bretagna di Blair - colpevole peraltro di aver mentito al suo stesso popolo nella faccenda delle armi di distruzioni di massa in Iraq rivelatisi inesistenti – e per la Francia di Sarkozy e Hollande, rea non solo di aver barbaramente fatto uccidere Gheddafi, ma anche di sostenere Paesi legati al terrorismo come l'Arabia Saudita e di aver tentato di rovesciare il governo laico siriano di Assad), dall'altra parte il popolo - che in massa ha smesso di andare a votare da tempo - richiede più democrazia, politiche sociali e di sovranità nazionale, oltre che si evitino ulteriori spargimenti di sangue in Paesi stranieri, la cui sovranità va altrettanto rispettata.
La contrapposizione, come rileva De Benoist, è dunque sempre più verticale: il popolo contro le élite, ovvero ciò che sta in basso contro ciò che sta in alto. La destra e la sinistra, dunque, per quanto unite, non è detto che riescano ancora ad imporsi su coloro i quali criticano, giustamente, lo stato di cose presenti. Come afferma Alain De Benoist: "Se il populismo critica la democrazia liberale" - del resto - "è per richiedere più democrazia, non meno".

Luca Bagatin

Essere governato per Proudhon...

Essere governato significa essere guardato a vista, ispezionato, spiato, diretto, legiferato, regolamentato, recintato, indottrinato, catechizzato, controllato, stimato, valutato, censurato, comandato, da parte di esseri che non hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù. Essere governato vuol dire essere, ad ogni azione, ad ogni transazione, ad ogni movimento, annotato, registrato, censito, tariffato, timbrato, squadrato, postillato, ammonito, quotato, collettato, patentato, licenziato, autorizzato, impedito, riformato, raddrizzato, corretto. Vuol dire essere tassato, addestrato, taglieggiato, sfruttato, monopolizzato, concusso, spremuto, mistificato, derubato, e, alla minima resistenza, alla prima parola di lamento, represso, emendato, vilipeso, vessato, braccato, tartassato, accoppato, disarmato, ammanettato, imprigionato, fucilato, mitragliato, giudicato, condannato, deportato, sacrificato, venduto, tradito, e per giunta schernito, dileggiato, ingiuriato, disonorato, tutto con il pretesto della pubblica utilità e in nome dell'interesse generale.
E che ci sono tra noi democratici che sostengono che il governo è buono; Socialisti sostengono che, in nome della libertà, uguaglianza e fraternità, questa ignominia; proletari che si candidano alla presidenza della Repubblica!

Pierre-Joseph Proudhon

lunedì 15 maggio 2017

DALL'ARCHIVIO: Intervista esclusiva di Luca Bagatin alla modella spagnola Maria José Peon Marquez del 23 ottobre 2014

Il sorriso di una donna salverà il mondo dalle brutture dell'umanità.
Questo è il pensiero che mi sovviene ogni qual volta vedo sorridere una bella donna che talvolta cattura la mia attenzione.
E' allora che mi interessa indagare nel suo animo, capirne e carpirne la sua essenza sin quasi ad innamorarmene. Spesso artisticamente parlando.
E' accaduto anche questa volta, complice il sorriso di Maria José Peon Marquez, modella ed attrice spagnola di Siviglia, che ho avuto in questi giorni il piacere di intervistare amichevolmente, per promuovere la sua bellezza e la sua arte e farla conoscere al pubblico italiano.

Luca Bagatin: Dunque Maria, parlami un po' del tuo lavoro. So che sei principalmente una modella...
Maria José Peon Marquez: Ho trascorso molti anni di lavoro nell'ambito della moda. Sono prevalentemente una modella in ambito fotografico, di passerella ed anche d'arte, essendo musa di pittori e scultori, in Spagna. Ho interpretato anche ruoli d'attrice.

Luca Bagatin: Che tipo di lavori artistici ami di più ? Quali sono gli ultimi progetti ai quali hai lavorato ?
Maria José Peon Marquez: Il lavoro che preferisco è quello di modella fotografica, che per me è quello che trasmette meglio le mie emozioni e nel quale mi sento anche più a mio agio. Ho peraltro avuto la fortuna di lavorare con grandi professionisti quali Francisco Guerrero, Josué Nargo e Manuel Jimenez. Il mio ultimo lavoro di recitazione è stato per una rock band di Siviglia - i 4Sfera - dove sono stata protagonista del loro ultimo video dal titolo "Identidad". Sto inoltre lavorando in diversi cortometraggi.

Luca Bagatin: Le foto che ti ritraggono sono spesso molto sexy, erotiche. Che cos'è per te l'erotismo ? L'erotismo ti rappresenta come donna ?
Maria José Peon Marquez: L'erotismo può essere ovunque, in una fotografia, in un dipinto, in natura... E' un argomento molto vasto e non sempre necessita di essere rappresentato da una donna. Più che l'erotismo direi che nel mio lavoro preferisco usare la sensualità, con limpidezza e sottigliezza, curando molto l'eleganza.

Luca Bagatin: Quali sono le tue prospettive future, le tue ambizioni, sostanzialmente ?
Maria José Peon Marquez: Cerco di superare me stesso ogni giorno, ma godendo sempre il mio lavoro. Le ambizioni possono diventare ossessioni, quindi la mia ambizione è quella di godere di quello che faccio, imparando ogni giorno e crescere.

Luca Bagatin: Quali sono i tuoi hobby ed interessi ?
Maria José Peon Marquez: Ne ho moltissimi !! (ride). Ma posso dire soprattutto l'arte e la musica. Suono infatti il pianoforte e la chitarra e a volte amo comporre musica. Ho anche diversi progetti musicali, ti dirò, Luca. Poi mi piace molto scrivere ed in futuro mi piacerebbe pubblicare un libro con molti dei miei scritti. Infine devo dire che sono anche una sportiva e lo sport è la mia passione....e poi...mi piace ballare !!!. Nell'ambito del ballo ci sono anche alcuni progetti professionali che sto sviluppando. Il mio tempo libero lo dedico invece alla mia famiglia ed ai miei amici più cari.


Luca Bagatin: Che cosa ami scrivere, in particolare ?
Maria José Peon Marquez: Mi affido a riflessioni quotidiane sulla vita, l'amore, la fine di un amore...cose così. Scrivo anche poesie, versi e racconti.

Luca Bagatin: Che tipo di donna sei ? Come ti definiresti, come donna ?
Maria José Peon Marquez: Mi considero una donna moderna, cerco sempre di adattarmi ai cambiamenti, ma mantengo sempre il mio stile personale. Sono abbastanza esuberante, imprenditoriale e metto passione nel mio lavoro. Mi piace essere innovativa e creativa nelle cose che faccio.

Luca Bagatin